avrei d'istinto

 

Notte, blu notte, troppo presto per avere sonno

ma la voglia di pace era tutto in quella stanza.

 

La Signora delle Borse raccoglieva le cassette

che l’inverno, la sera, fa freddo e non scalda mai abbastanza.

 

Pelle di Cane aveva voglia di giocare

e di ricordarle che ancora era donna:

 

“Avrei distinto il modo in cui prenderti,

ma è l’istinto che poi userò sopra te.”

 

E una carezza fa presto a diventare forte

per chi ha bisogno di morire per essere ricordato grande,

 

Prese il vino e ne bevve molto poi

l’asciugò col pane  in alternativa al sonno.

 

E’ la comunione di un Povero Cristo.

L’ultima cena di un Povero Cristo.

 

“Avrei distinto il modo in cui prenderti,

ma è l’istinto che poi userò con te.”

 

Il primo pezzo alle montagne

che lo bacino coi fiori,

il secondo già non si vede più,

ed il terzo poi al fiume che lo lavi a poco a poco,

che resti ben scolpito sopra l’acqua che va giù

col tuo nome ben scolpito sopra l’acqua che va giù.

 

 

 

dimenticato

 

Sono morto da solo non serve molta compagnia

Mentre invidio i fiori, quei fiori sulla tua tomba

Non è da tutti avercene e non è certo da me.

 

Una manciata di lacrime buttate in terra senza soffrire

ti spiace se le raccolgo è grosso modo tutto quello che ho

e questa gente poi non è certo per me.

 

Non c’è più cieco di chi non vuol vedere

non c’è più sordo di chi non vuol sentire

ho sentito un muto che mi ha parlato

non c’è più morte dell’essere dimenticato.

 

Ed è triste trovare che è il silenzio ora che parla per te

e mi dice cose molto più interessanti

non è da tutti sentirle e non è di certo da me

 

Ti regalo polvere ne raccolgo in abbondanza

sulla memoria un velo di invisibile trasparenza

non è da tutti accorgersene, almeno questo è per me.

 

Non c’è più cieco di chi non vuol vedere

non c’è più sordo di chi non vuol sentire

ho sentito un muto che mi ha parlato

non c’è più morte dell’essere dimenticato.

                             Dell’essere dimenticato...

                             Dell’essere dimenticato...

 

 

 

per l'eternità

 

Tanti anni ad arrivare a un giorno,

e in un attimo tutto accadrà

un mistero lungo una vita

mi presenti chi me lo svelerà?

 

Ti prometto amore per l’eternità

finchè morte non ci separi

ti prometto amore  o vuoi la verità?

La paura di star soli.

 

Una buona dose di coraggio

bisticcia con la mia viltà

un invito per mangiare

pane e quotidianità

 

Ti prometto amore per l’eternità

finchè un altro amore non ci separi

il suo nome è amore o viltà?

La paura di star soli.

 

Intanto se il tempo mi bacia la mano

ci pensa l’abitudine,

intanto se la fortuna non passa lontano

ci pensa il quieto vivere.

 

 

 

ti serve ancora

 

Splendi di raggi di banalità

non mi aggiungi niente all’essenziale

inseguendo ciò che è facile

forte di un coraggio vile

e purtroppo questo mi basta.

 

Insperati sogni, voli pindarici

sputa lacrime e il dolore che fa male

la mia gioia è il tuo dolore

e voglio che resti tale

e purtroppo questo mi basta.

 

Me lo rendi il mio pensiero o ti serve ancora?

E' un po' di giorni che gira insieme a te

me lo rendi? Il mio pensiero è come allora

se lo sposti dal suo posto cosa c’è?

 

Ho corteggiato la menzogna per avere

un pezzetto corto di verità

ma ti prego non uscire dal lecito

assecondo la mia incapacità

e purtroppo questo mi basta!

 

Me lo rendi il mio pensiero o ti serve ancora?

E' un po' di  giorni che gira insieme a te

me lo rendi? Come sempre è come allora

se lo sposti dal suo posto cosa c’è?

 

Me lo rendi il mio pensiero o ti serve ancora?

E' un po' di tempo che gira intorno a te

me lo rendi? Come sempre è come allora

se lo sposti al suo posto chi c’è?

 

Posso vendere silenzi

quelli che mi hai dato tu

non m'importa ciò che pensi

questa spina non c'è più.

 

 

 

parlarti (non altro)

 

Per valere come te  bisogna essere più di cento

avere lunghe dita e mani grandi per parlare

fuochi grossi e caldi per rischiarare

la luce sotto in fondo per vedere.

 

Chiamami, convinta poi non sei mai stata,

sentiti a tuo agio.

Guardami e cerca di vederci qualcosa!

Parlarti non altro.

 

 

Lasciati avvicinare come se fossi vento

sfiorarti quel che basta e ripartire

senza avere il tempo per stare male

baciandoti l’orecchio per suggerire:

 

Chiamami, convinta poi non sei mai stata,

sentiti a tuo agio.

Guardami e cerca di vederci qualcosa!

Parlarti non altro.

 

Parlarti non altro!

Parlarti non altro!

 

 

 

O-D-O

 

O.D.O. sentimento meno nobile,

a nessuno è dato odiare

bello e altrettanto vero

raccontami un po' di te.

 

Ascoltami leggi tra le mie righe,

quel che voglio l’ho scritto in faccia

baciami  subito senza pretese

solitaria complicità

tra me e O.D.O.

 

O.D.O. inondami del tuo miele

è così dolce il tuo arrivo,

ascoltami qui ancora un po'

leggera con te, mia compagnia.

 

Vendicami, lecca le mie  ferite

sono solo tra le tue braccia,

lavami, pulisci le mie offese

solitaria complicità

tra me e O.D.O.

 

 

 

sfiorando me

 

Eccomi qui col mondo addosso,

è strano che un mio pensiero sia così pesante

quando la mano che mi cullava

era così distante

sfiorando me.

 

Non resterò qui con gli occhi addosso,

ti prego lasciami fare quello che voglio

se è vero che sei davvero l'unica,

se è vero che sei soltanto l'ultima

sfiorando me, amando me.

 

Mentimi, dimmi quello che sai 

che mi piacerebbe.

Tienimi dentro a quello che sai

che mi piacerebbe.

 

 

 

intimità complice

 

Mi piace sai pensare a te

e a quello che dentro te

forse ci potrei trovare.

 

Muovi le mie mani e

sopra te su di te

lasciale posare ancora.

 

Accarezza piano la luce

troppo soli al buio non si è MAI!

 

E’ sempre bello

sentire nell’aria

l’odore dolce

di un'intimità complice.

 

Un giorno vedrai quello che volevo dire.

Un giorno vedrai quello che sapevo dire.

Un giorno vedrai quello che potevo dire.

Un giorno vedrai quanto ti potrà mancare.

 

Accarezza piano la luce

troppo soli al buio non si è MAI!

 

Un giorno vedrai quello che volevo dire.

Un giorno vedrai quello che sapevo dire.

Un giorno vedrai quello che potevo dire.

Un giorno vedrai quanto ti potrà mancare.

 

 

 

lascia tranquillo

 

C’è troppa polvere sui davanzali aperti al sole

non c’è più giustizia e mai c’è stata per un solo errore,

nidi di tarantole che si amano e leggono il futuro

mentre poco più lontano scalcia e raglia al vento un mulo.

 

Dolce signorina chi sei?

Puoi ripetermi una volta sola l’amore?

 

Fuori è notte anche per chi è in piedi e sta sveglio,

fossi in compagnia ma intanto star da soli forse è meglio,

sento odor di chiuso in fondo qui non è mai stato aperto,

donne ballano svestite con il viso un po' coperto.

 

Dolce ballerina chi sei?

Ballami per un istante ancora l’amore!

 

So che i tuoi occhi guardano, si esprimono,

vedono lontano, pregano gli angeli, corrono poi volano

sanno anche amare piano.

 

Guarda che bel fiore è nato sopra il nostro davanzale,

sogna di essere un aquilone si taglia poi va a volare

su nel cielo... dentro un sogno... in montagna... oltre il mare...

 

Dolce mia conchiglia ci sei!

Se ti accosto all’orecchio posso sentire l’amore.

 

Passami a prendere prima di partire

poi diamo un calcio al timone

metti in valigia ciò che hai da dire

lascia tranquillo il tuo cuore

lascia tranquillo il tuo cuore.

Lascia tranquillo il tuo cuore.

 

 

gioia

 

Dolce sangue di miele

sorridi e ti muovi mentre ti bacio con un dito

tra i capelli morbida rosa,

umida rosa.

 

Dolce sangue di miele

sorridi e il tempo non conta mentre ti bacio con un dito

tra i capelli tenera rosa

umida e rosa.

 

Sudiamo ancora insieme

brividi fino all’alba

graziosa ride e sviene

fino a mai dire basta.

 

Sudiamo ancora insieme

uniti fino all’alba

gioiosa con te sviene

fino a mai dire basta.